Ormai si è dimesso già da un po'. Ma dopo quasi vent'anni - tanti ne sono passati
dall'indimenticabile discesa in campo in diretta TV - è surreale
pensare di non rivederlo più. O, se non altro, di meno. Per quelli della
mia generazione, appunto ventenni o poco più, cresciuti assieme alla
sua carriera politica, e che l'hanno visto e sentito
fino allo spasimo da quando hanno memoria, questo è un momento pieno
d'incertezze e confusione. Se n'è andato, con lui, anche qualcosa di noi: perché certi
antagonismi arrivano a definirti. Bene (?) o male era diventato
un'abitudine, e dalle abitudini, perfino le peggiori, è sempre difficile
staccarsi.
Siamo disorientati, perfino smarriti, e non abbiamo più idea di dove puntare il dito. Quello medio.
Ah, rimembro i bei tempi quando su GR usavo bisticciare con Gendo Ikari sull'argomento.
RispondiEliminaE avevi torto marcio, ti ricordo.
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