Ho ritrovato, scritto qualche mese fa, quello che doveva essere il primo messaggio per un nuovo - ormai questo - blog. Fuori
tempo massimo? In ogni caso, visto il valore documentario (?), e che
comunque ci avevo lavorato, lo posto.
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Non sono una persona insonne - anzi. Ma, quella in cui mi sono deciso a cominciare questo blog, è stata una notte in cui faticavo ad addormentarmi. Una di quelle - come certo sono capitate a tutti - in cui si ha troppo da pensare per dormire. Però, e sia chiaro, non scrivo per lamentarmi, o per sfogarmi. In realtà non ho problemi per cui dovrei; o almeno niente di preciso. Ma capita certe volte di sentire come se ci fosse qualcosa, da qualche parte, di sbagliato, pur senza sapere precisamente cosa. Come un'atmosfera. E bisogna fare qualcosa.
Quindi, non ho trovato niente di meglio che mettermi a scrivere. Perché la letteratura, per me, è sempre stata una soluzione, o almeno quel che più se ne avvicinasse; di certo la più elegante. Basta poco per sentirsi meno inermi nei confronti della vita. E scrivere è un modo per reagire. Per trovare un senso, o piuttosto darlo, a tante cose. Nero su bianco, come si dice. Le parole, quando hanno significato, hanno anche potere.
Un blog, diciamo, è un pretesto per scrivere senza sentirsi ridicoli. Per avere uno spazio proprio, sempre a disposizione, di cui non si debba rendere conto a nessuno. E d'altronde sono sufficientemente egoista - o menefreghista - per non curarmi di quanti (o se) mi leggano. L'unico pubblico per cui scrivo, in definitiva, non sono che io.
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Non sono una persona insonne - anzi. Ma, quella in cui mi sono deciso a cominciare questo blog, è stata una notte in cui faticavo ad addormentarmi. Una di quelle - come certo sono capitate a tutti - in cui si ha troppo da pensare per dormire. Però, e sia chiaro, non scrivo per lamentarmi, o per sfogarmi. In realtà non ho problemi per cui dovrei; o almeno niente di preciso. Ma capita certe volte di sentire come se ci fosse qualcosa, da qualche parte, di sbagliato, pur senza sapere precisamente cosa. Come un'atmosfera. E bisogna fare qualcosa.
Quindi, non ho trovato niente di meglio che mettermi a scrivere. Perché la letteratura, per me, è sempre stata una soluzione, o almeno quel che più se ne avvicinasse; di certo la più elegante. Basta poco per sentirsi meno inermi nei confronti della vita. E scrivere è un modo per reagire. Per trovare un senso, o piuttosto darlo, a tante cose. Nero su bianco, come si dice. Le parole, quando hanno significato, hanno anche potere.
Un blog, diciamo, è un pretesto per scrivere senza sentirsi ridicoli. Per avere uno spazio proprio, sempre a disposizione, di cui non si debba rendere conto a nessuno. E d'altronde sono sufficientemente egoista - o menefreghista - per non curarmi di quanti (o se) mi leggano. L'unico pubblico per cui scrivo, in definitiva, non sono che io.
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