« La vera vita, la vita finalmente riscoperta e illuminata, la sola vita,
dunque, pienamente vissuta, è la letteratura. Vita che, in un certo
senso, abita in ogni istante in tutti gli uomini non meno che
nell'artista. Ma essi non la vedono, perché non cercano di illuminarla. E
così il loro passato è ingombro di innumerevoli negativi, che restano
inutili perché l'intelligenza non li ha "sviluppati". La nostra vita, e
anche la vita degli altri; perché lo stile per lo scrittore, come il
colore per il pittore, non è una questione di tecnica, ma di visione. È
la rivelazione, che sarebbe impossibile attraverso i mezzi diretti e
coscienti, della differenza qualitativa esistente nel modo in cui ci
appare, differenza che, se non ci fosse l'arte, resterebbe il segreto
eterno di ciascuno. Solo attraverso l'arte possiamo uscire da noi,
sapere cosa vede un altro di un universo che non è lo stesso nostro e i
cui paesaggi rimarrebbero per noi non meno sconosciuti di quelli che
possono esserci sulla luna. Grazie all'arte, anziché vedere un solo
mondo, il nostro, lo vediamo moltiplicarsi, e quanti sono gli artisti
originali, altrettanti mondi abbiamo a nostra disposizione, più diversi
gli uni dagli altri di quelli che ruotano nell'infinito; mondi che
mandano ancora fino a noi il loro raggio inconfondibile molti secoli
dopo che s'è spento il fuoco - si chiamasse Rembrandt o Vermeer - da cui
esso emanava. »
M. Proust, Alla ricerca del tempo perduto - Il tempo ritrovato
avverto una strana sensazione di dejavù sisi
RispondiEliminaAh, curioso, allora non sono il solo!
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